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Una porta aperta sulla Val di Fassa

Escursioni in Val di Fassa

FORN (Forno) - Medil - FORN


Si lascia la macchina presso l’abitato di Forno (m 1.136), frazione di Moena. Il nome dell’abitato sta ad indicare l’attività mineraria praticata in passato dagli abitanti di questo paesino costruito all’uscita della selvaggia Valsorda. Merita la visita alla piccola chiesetta dalle linee gotiche ancora intatte. Appena attraversato il ponte sul rio Valsorda, a monte dell’abitato, si prende a destra per un ripido sentiero che porta ad un piccolo villaggio a 1.346 metri di quota, abbarbicato alle scoscese pendici meridionali del Latemar (ore 0.30). Si tratta di Medil, uno dei pochi insediamenti in quota della valle di Fassa. Si prosegue oltre la chiesetta dedicata a S. Anna per una strada ciottolata che punta decisamente verso il bosco. Si devia subito a sinistra seguendo un sentiero che per prati scende nella valle. Si riconosce perché il tracciato è stato utilizzato per realizzare l’acquedotto di Moena. Si percorre così il versante orografico sinistro della Valsorda in discesa per un tortuoso sentiero che rasenta roccioni su cui sono visibili ancora delle iscrizioni secolari di pastori. Esse sono state tracciate con l’ematite terrosa (bol), estratto dalle miniere del Latemar, che veniva utilizzata come vernice protettiva sulle parti metalliche. Si attraversa il fragoroso rio Valsorda e si continua a scendere, in direzione est, lungo il sentiero n. 516. La valle si stringe, diventa molto angusta. Qui è visibile la cava delle bore un canale artificiale, recentemente restaurato, che serviva per l’avvallamento del legname nel periodo invernale. Alla fine della valle si incontra di nuovo l’abitato di Forno (ore 1.30; 2.00).

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